SCHEDA FILM

Al di lÓ del silenzio

Anno: 1996 Durata: 109 Origine: GERMANIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:-

Distribuzione:ACADEMY PICTURES (1998)

TRAMA

In una cittadina nel sud della Germania, Lara Ŕ figlia di genitori sordomuti e, ad otto anni, si occupa di assolvere a tutte le traduzioni di cui padre e madre hanno bisogno. In particolare Lara Ŕ vicina al padre Martin, con cui gioca ad indovinare i suoni. Un giorno Lara incontra la zia Clarissa, donna indipendente e molto attiva, musicista di successo: ne Ŕ conquistata e comincia lei stessa ad esercitarsi col clarinetto. Dieci anni pi¨ tardi, Lara suona molto bene il clarinetto, e, per migliorare la formazione professionale, decide di accogliere l'invito di Clarissa di andare a vivere con lei a Berlino per studiare al Conservatorio. Quando lo viene a sapere, Martin si sente escluso e si arrabbia. A Berlino Lara studia e incontra Tom, col quale capisce che la sua insolita infanzia non deve diventare per lei un'ombra oscura del suo passato. In seguito alla morte della madre, Lara torna a casa ma qui ha nuove discussioni col padre e ritorna a Berlino. Quando arriva il giorno dell'esame di ammissione, in fondo alla sala inaspettatamente Lara vede il padre. Lara suona, poi, a gesti, dice al padre: "Ti voglio bene, non mi perderai, grazie per essere venuto".

CRITICA

"La ricostruzione della storia Ŕ quella, forse, che si apprezza di meno. In quel terzetto familiare, molte situazioni sono svolte in modo troppo facile e scoperto, pi¨ in lÓ delle vicende secondarie hanno snodi forzati e il finale con l 'arrivo del padre rischia il voluto se non addirittura il patetico. La regia, per˛, riscatta molti di questi inciampi: in cifre nitide di rappresentazione, con passaggi lirici anche fini e con molta scioltezza nel riproporre, spesso, anche senza i sottotitoli, i colloqui muti: consentendo sempre di 'ascoltare' tutto senza difficoltÓ e nei climi che si intendevano evocare. Non Ŕ molto, se si vuole, basta, per˛, per consentire al film di raggiungere una sua nobiltÓ, senza mai speculare su un handicap ma, al contrario, rispettandolo e dandogli dignitÓ. Fra gli interpreti convincono soprattutto, nelle due etÓ della protagonista, Tatjana Trieb e Sylvie Testud, ma, nella parte della madre, non va dimenticata una vera non udente, Emmanuelle Laborit, nipote giÓ vista a cinema del grande fisiologo". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 25 marzo 1998)

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