Across the Universe2007

SCHEDA FILM

Across the Universe

Anno: 2007 Durata: 133 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:COMMEDIA, DRAMMATICO, MUSICALE, ROMANTICO

Regia:Julie Taymor

Specifiche tecniche:35 MM (1:2.35)

Tratto da:-

Produzione:REVOLUTION STUDIOS, TEAM TODD, GROSS ENTERTAINMENT

Distribuzione:SONY PICTURES RELEASING ITALIA, DVD E BLU-RAY: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT

ATTORI

Evan Rachel Wood nel ruolo di Lucy
Jim Sturgess nel ruolo di Jude
Joe Anderson nel ruolo di Max Carrigan
Dana Fuchs nel ruolo di Sadie
Martin Luther McCoy nel ruolo di JoJo
T.V. Carpio nel ruolo di Prudence
Spencer Liff nel ruolo di Daniel
Lisa Hogg nel ruolo di Ragazza di Jude
Nicholas Lumley nel ruolo di Cyril
Michael Ryan nel ruolo di Phil
Angela Mounsey nel ruolo di Martha, madre di Jude
Robert Clohessy nel ruolo di Padre di Jude
Ellen Hornberger nel ruolo di Julia, sorella di Lucy
Amanda Cole nel ruolo di Emily
Linda Emond nel ruolo di Madre di Lucy
Timothy T. Mitchum nel ruolo di Fratello di Jo-Jo
Elain Graham nel ruolo di Madre di Jo-Jo Elain R. Graham
Joe Cocker nel ruolo di Vagabondo/protettore/hippie
Bono nel ruolo di Dottor Robert
Eddie Izzard nel ruolo di Sig. Kite
 
 
 

MONTAGGIO

Bonnot, Françoise
 

SCENOGRAFIA

Friedberg, Mark
 

COSTUMISTA

Wolsky, Albert

TRAMA

Stati Uniti, anni '60. L'inglese Jude ha lasciato la natia Liverpool ed il suo lavoro al porto per andare oltreoceano a cercare suo padre. Nel corso delle sue ricerche, il ragazzo incontra Lucy, una studentessa americana, e se ne innamora, ricambiato. Tuttavia, in America sono gli anni dei tumulti per i diritti civili, della guerra in Vietnam, della controcultura hippy e per questo i due giovani, coinvolti nell'attivismo politico e antimilitarista, si ritrovano ben presto divisi l'uno dall'altra ma il trionfo del loro amore gli farà superare varie vicissitudini per cercare di ricongiungersi.

CRITICA

"Come 'Titus' e poi 'Frida', gli altri due lungometraggi della regista bostoniana, 'Across the Universe' è un animato pastiche di suggestioni diverse. Il risultato è un po' di cinema e di teatro, marionette gigantesche, ieratiche e abbronzate cheerleaders, Far East e Far West, Timothy Leary e Martin Luther King, 'Hair', 'West Side Story' e un po' di 'Fame', Joe Cocker che canta 'Come Together' e Bono, nei panni di un guru lisergico, che intona 'I am the Walrus'... Alternando grossi numeri musicali a canzoni strutturate per scene più 'intime', giocate tra i membri di un gruppo di giovani bohemiens che oscillano tra l'allure della cultura psichedelica e la militanza tra le file dei pacifisti, 'Across the Universe' è anche un film molto discontinuo, come tormentato dalle forbici." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 14 settembre 2007) "Premessa doverosa: se per caso in un film echeggiano due note dei Beatles, anche da lontano, anche storpiate o solo fischiettate, ogni senso critico ci abbandona e sprofondiamo senza vergogna in un gorgo di emozione. E' un fatto anagrafico, non ci si può fare nulla. Milan Kundera sostiene di commuoversi quando vede le foto dei nazisti perché gli ricordano la sua infanzia, figuriamoci se chi ha l'età per ricordare non diciamo gli esordi, ma l'apogeo e poi lo scioglimento dei Fab Four, può venire a patti con un'emozione che il tempo ha trasformato in cosciente e coltivata passione. Se insomma, per paradosso, 'Across the Universe' fosse una ignobile ruffianata, noi rischieremmo comunque di cadere prostrati come gli ultimi dei fans. Niente paura però: quello di Julie Taymor per fortuna è uno strano e notevolissimo film che apre strade nuove con un'inventiva, un divertimento e un rigore addirittura inaspettati. Si poteva temere un omaggio non richiesto in forma di antologia, con le canzoni più celebri usate per sostenere una serie di videoclip postumi e insieme apocrifi, insomma una sfacciata operazione commerciale. Julie Taymor e i suoi straordinari collaboratori Daniel Ezralow per le coreografie, Elliot Goldenthal per l'adattamento musicale, Mark Friedberg per le scenografie e un esercito di artisti per i prodigiosi effetti visivi seguono la strada opposta. E anche se l'idea di usare i testi delle canzoni dei Beatles come commento o motore del racconto parte con qualche affanno, 'Across the Universe' presto decolla fondendo a meraviglia le sue due anime. Quella visiva, tutta da inventare, e quella musicale, che invece sappiamo a memoria, in un gioco sempre sorprendente di slittamenti di senso, di ri-contestualizzazioni, di illustrazioni (quasi) sempre inattese e talvolta rivelatrici. O di capovolgimenti che senza cambiare una virgola dei testi finiscono non per alterare il significato originario delle canzoni, ma per ampliarne l'orizzonte." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 ottobre 2007) "Una storia originale, un musical che abbia come sola colonna, non solo sonora, 33 canzoni dei Beatles. Un'idea meravigliosa, che da sola merita il prezzo del biglietto: male che va, il film lo ascolti. Ma Julie Taymor ha fatto molto di più con 'Across the universe': ha raccontato una storia di amore e di ribellione politica, ci ha restituito quell'America pacifista e creativa, colorata e rivoluzionaria che poteva cambiare il mondo. E che ora è ispirazione per chi combatte i falchi guerrafondai e imperialisti, che siano kennedyani moderati come Redford ed Emilio Estevez o giovani radicali come Brett Morgen. 'Across the universe ', però, a differenza di 'Bobby' e 'Chicago 10', è un'esplosione di gioia, sentimenti, emozioni. I protagonisti vivono amore, arte, cambiamento e lotta esprimendosi con le canzoni dei Fab Four, ne portano i nomi più rappresentativi e hanno visi, voci e interpretazioni semplicemente perfette. Jude, portuale inglese clandestino in America, è Jim Sturgess, sorta di quinto Beatles classe 1979 che ha nella fisionomia e nelle espressioni qualcosa di tutti e quattro i fantastici quattro." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 26 ottobre 2007) "Il resto prorompe dall'ispirato e impetuoso talento della Taymor, che fa letteralmente rinascere le immortali canzoni in un rutilante contesto visionario e le fa agire vorticando senza pausa sequenze e inquadrature nella sapiente quanto imprevedibile alternanza di teatro surreale, balletti in stile Broadway, live action, pittura e animazione tridimensionale. Non si tratta, pertanto, di un musical anticato in stile 'Hair', visto che anche le coreografie sembrano scaturire dai gesti e movimenti quotidiani dei ragazzi e non esitano a ricorrere, quando lo pretende il magico spunto beatlesiano, alle suggestioni del videoclip pop, del circo felliniano, delle marionette del teatro Bread & Puppet o dei graffiti d'avanguardia alla Basquiat. L'armonia ritmica, la pertinenza dei costumi, la precisione degli arredi contribuiscono a fondere nell'euforizzante impianto drammaturgico le idee, gli atteggiamenti, le speranze e i tic dei protagonisti, ai quali si aggiungono in scioltezza comprimari come il leader degli U2 Bono, che interpreta una formidabile versione di 'I am the walrus' o Joe Cocker, incarnatosi nei cammei di ubriacone, pappone e vecchio hippie per digrignare alla sua maniera 'Come Together'". (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 26 ottobre 2007) "Julie Taymor, americana, 54 anni, regista di prosa e di lirica, autrice di 'Titus' e 'Frida', vincitrice di due Oscar, in 'Across the universe' evoca gli anni Sessanta; la musica, la protesta giovanile, le morti in Vietnam, il pacifismo, l'arte psichedelica. Trentatrè canzoni dei Beatles, apparizioni di Bono e Salma Hayek, una storia d'amore: un musical bislacco che spezza il cuore, per la nostalgia o per l'invidia." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 26 ottobre 2007) "Per confezionare il film Taymor, oltre al beneplacito per l'utilizzo dei brani, si è affidata a Elliot Goldenthal per i nuovi arrangiamenti. Le 200 canzoni dei Beatles sono state compulsate sino all'utilizzo dei 33 brani che sono serviti per la sceneggiatura di Dick Clement." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 26 ottobre 2007) "'Across the Universe' è un film ultra pop, ultra post, kitsch, psichedelico, sincretico...una giostra cangiante, che risucchia colori e musica, e trasmette energia. Non è un film sui Beatles, sia chiaro, bensì un film su un'epoca di cui i cantori sono i Beatles. A cantarle, quelle canzoni, non sono certo le registrazioni dei celebri brani, ma gli attori, con esecuzioni dal vivo. Tutti giovani e poco conosciuti. Oppure cantano altri in cammei d'eccezione. Come Bono Vox nella parte di Dr. Robert che canta 'I'm the Walrus', Eddie Izzard è Mr. Kite che canta 'Being for the benefit of Mr. Kite', Joe Cocker è ora un ubriacone, ora un pappone , ora un hippie che canta, magistralmente, 'Come Togheter'. 'Acress the Universe' è pieno di riferimenti e indicazioni politiche, e segue l'evoluzione del tempo di pari passo con l'evoluzione dei Beatles, prima leggeri poi sempre più dentro il loro tempo." (Dario Zonta, 'L'Unità', 26 ottobre 2007) "Un musical intriso di fantasy d'autore e con un Dna teatrale, esperimento originale, inventivo che fa di 33 mitiche canzoni dei Beatles il tessuto narrativo per la love story con cortei yippies da 'Hair'. (...) Ci sono quegli anni, quella cultura, quei santoni (Timothy Leary), con divertenti camei (Bono e Joe Cocker): si utilizza da melò confidenziale la colonna sonora soft dei migliori anni della nostra vita: sperimentale e incantevole musical che tiene conto della vita e della memoria." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 novembre 2007)

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