SCHEDA FILM

15 minuti - Follia omicida a New York

Anno: 2001 Durata: 120 Origine: GERMANIA Colore: C

Genere:AZIONE, POLIZIESCO, THRILLER

Regia:-

Specifiche tecniche:PANAVISION, 35 MM

Tratto da:-

Produzione:INDUSTRY ENTERTAINMENT, NEW LINE CINEMA, KATIRA PRODUCTIONS GMBH & CO. KG, NEW REDEMPTION, TRIBECA PRODUCTIONS

Distribuzione:NEXO

TRAMA

TRAMA BREVE Nella città di New York si è verificato un duplice omicidio. Eddie Fleming è il poliziotto di grande esperienza ma anche di grande umanità che si occupa del caso, in una società in cui gli assassini ingaggiano esperti per ricostruirsi un' immagine e fare pubbliche confessioni in TV in prima serata. Ognuno è disposto a tutto per realizzare lo scoop e conquistarsi i "quindici minuti di celebrità". TRAMA LUNGA Un appartamento incendiato al centro di Manhattan, vigili del fuoco e polizia frugano ovunque, in mezzo ai resti carbonizzati, in cerca di una traccia o di un indizio per risalire ai colpevoli. Sul posto ci sono Eddie Flemming, ispettore della squadra omicidi, personaggio popolare a tal punto da meritare le copertine di diffusi periodici, e Jordy Warsaw, investigatore della sezione incendi dolosi. I due hanno carattere opposto, ma sono costretti a lavorare insieme. Dopo alcuni accertamenti, i sospetti si concentrano su due uomini dall'accento russo che vanno in giro con una piccola videocamera digitale. Si chiamano Emil e Oleg, ed è il secondo che, con lo strumento in mano, fa sapere di voler filmare le imprese criminali dell'altro, farne un film di successo e acquistare fama e ricchezza nel "paese dove chiunque può diventare qualcuno". Quando il cerchio si sta stringendo intorno a loro, i due riescono a catturare Eddie, e decidono di eliminarlo perché è famoso e andrà benissimo per lanciare il loro film. A questo punto Robert, un anchorman televisivo senza scrupoli, si inserisce per sfruttare tutta la situazione. Jordy minaccia Emil, riesce a farlo arrestare ma poi viene sospeso dal servizio. Allora Jordy uccide Emil, e poi anche Oleg che sta riprendendo la scena. Prima di allontanarsi, Jordy sferra un pugno al giornalista della rete televisiva. Ma questi, rivolto alla telecamera, conclude: "Ha prevalso la verità".

CRITICA

"Può disturbare, nel film scritto e diretto da Herzfeld, l'epilogo muscolare in lode della giustizia fai-da-te; ma in complesso le intenzioni sono oneste sul piano ideologico, più che oneste su quello spettacolare. Era parecchio tempo che non si vedeva un action-thriller così movimentato e coinvolgente. De Niro, poliziotto stoico e innamorato, è perfetto per la parte: come per tutte le parti che fa, anche in film meno riusciti come questo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 24 marzo 2001) "Nel film di John Herzfeld, non molto originale, buoni e cattivi hanno in comune l'ansia di protagonismo e la sudditanza nei confronti dei mezzi di comunicazione. De Niro quasi in ombra, ma non rispetto al suo partner, l'attore-regista Edward Burns: i più bravi sono i due criminali, l'attore ceco Karel Roden e il siberiano Oleg Taktarov che citano, ghignando, Frank Capra". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 23 marzo 2001) "Sì, il titolo allude proprio al famoso quarto d'ora di celebrità di Andy Wharol. Che qui una coppia di criminali psicopatici dell'Est Europa spera di garantirsi, con l'impunità, nel nuovo mondo. Non hanno fatto i conti con De Niro, il superpoliziotto che buca lo schermo.(...) Gli assunti teorici (le accuse al sensazionalismo dei media, le bordate contro il sistema giudiziario americano) sono presi pari pari da 'Assassini nati'. E tagliati con l'accetta. (Paola Piacenza, Io Donna, 17 marzo 2001) "(...) Tutti alle prese con la celebrità e l'apparenza, l'essere e il a. Tutti prigionieri della tv che detta le regole del malaffare informativo. Stampa sporca e cattiva, televisione sicuramente voyeurista. Scene inquietanti e spaventose come quelle degli incendi appiccati dalla coppia dell'est. La regia non convince, gli stereotipi e la prevedibilità si sprecano, il finale sbanda e il regista confonde i generi senza fermarsi a riflettere. De Niro denironeggia". (Piera Detassis, 'Panorama', 5 aprile 2001)

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