NEWS a cura di Cinematografo.it

Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi, Il richiamo

07 maggio 2012

Il richiamo in sala

Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi nel racconto al femminile di Stefano Pasetto: "Per trasformare il veleno in miele"

"Abbiamo costruito il film su una rappresentazione del femminile, il corpo della donna, che negli ultimi anni ha subito un'esposizione impietosa, che i mass media ci hanno abituati a vedere troppo facilmente manipolato e mercificato. Sono felice che questo film esca in un momento storico come questo". Nonostante siano passati tre anni dalla sua realizzazione, la sceneggiatrice Veronica Cascelli trova ancora nel film Il richiamo, che ha scritto insieme al regista Stefano Pasetto, un collegamento con un'esigenza quanto mai attuale. Premio del pubblico a Nantes 2011, nelle sale dall'11 maggio distribuito da JP Entertainment, Il richiamo è una storia d'amore e di rinascita: Buenos Aires, l'incontro tra due donne, Lucia (Sandra Ceccarelli) e Lea (Francesca Inaudi), dai temperamenti opposti ma con la stessa inquietudine per una vita dai legami incerti e insoddisfatta. Si ritrovano a condividere una barca in Patagonia e scoprire un amore che ribalta ruoli e convinzioni e diventa salvifico per entrambe. "Quando penso a questo film - dice Sandra Ceccarelli - penso ad un incontro come tanti che avvengono nella vita, ma senza il quale il mio personaggio morirebbe. Lea per Lucia è un'amante, una figlia, un angelo che davvero le salva la vita". Lucia, infatti, scopre di avere un cancro e decide di cogliere l'ultima occasione per cambiare colore alla sua esistenza. "L'idea che mi piaceva – sottolinea Stefano Pasetto - era quella della possibilità di trasformare il veleno in miele, di una donna che ritrova le risorse in se stessa. Ho consultato la letteratura clinica e mi sono accorto che è una caratteristica tipicamente femminile. La femminilità è una forza della natura, quando penso al richiamo del film mi viene in mente un dio femmina".Trattandosi di una coproduzione argentina, girato in lingua originale e doppiato in italiano, per il ruolo di Lea era necessaria "un'attrice forte, una donna abbastanza folle da seguirmi dall'altra parte del mondo per recitare in una lingua da imparare in fretta", spiega il regista e ricorda l'esperienza con la terra del fuoco come "un filtro che ci ha messi insieme e che ci ha segnato. Sono passati quattro anni ma portiamo ancora dentro quei posti e i compagni di avventura. Per prepararmi ho visto tanto cinema argentino che mi ha formato e contaminato".  Le donne del film sono diametralmente opposte come lo sono le due attrici protagoniste: "Siamo due universi paralleli – dice Francesca Inaudi - che non si incontreranno mai. E' stato faticoso trovare punti di incontro ma estremamente stimolante". Sandra Ceccarelli, invece, vede in questo incontro-scontro un pregio, "un punto forte funzionale al film, che ha trasmesso qualcosa della realtà alla finzione". Sul set il momento più imbarazzante è stata la tanto discussa scena di sesso, anche se la Inaudi dichiara che "non c'è alcuna differenza tra girare una scena di sesso saffico e una etero, ti rende fragile allo stesso modo, devi fare una cosa intima in una situazione che non lo è. Forse è piu difficile parlare dell'amore tra due donne piuttosto che tra due uomini perché due donne che fanno a meno dell'uomo fanno più paura". Dello stesso parere è Sandra Ceccarelli che sottolinea: "Baciare una donna è una cosa dolcissima e mi ha molto divertito durante le riprese. Non penso che tra Lea e Lucia ci sia una storia d'amore lesbico, nel film non si affronta mai il rapporto di coppia, è una possibilità di rinascere, di sperimentare in libertà". Infatti Pasetto ammette di non aver mai pensato "ad un film a tematica omosessuale, ma universale. E' il sottrarsi alla sicurezza maschile e alle cure per ritrovarsi soli nel confronto a specchio di un giro di tango". 

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