NEWS a cura di Cinematografo.it

<i>Drive</i>

23 settembre 2011

Nuovo cinema Refn

"Sono un regista feticista". Che ama la violenza, Douglas Sirk e Ryan Gosling: "Un'unione mistica", per un capolavoro chiamato Drive

"Ryan Gosling voleva farlo con me". Applausi di critica e pubblico, epiteti scomodi ("il Tarantino danese") e la miglior regia di Cannes 64: tutto parte da qui, dall'attore che lo volle, fortissimamente volle. Cult per pochi, ora il regista rischia la fama planetaria: faccia da genietto e filmografia da genio, è Nicolas Winding Refn. I baci a Gosling, la polemica con Lars Von Trier, Cannes è passata, rimane il suo mix di action e mélo, rarefazione e furore. Con un nume tutelare da non crederci (Douglas Sirk!) e un guidatore senza nome, che si fa strada in una Los Angeles violenta e dolce, nichilista e romantica. Drive: lui non molla il volante, voi non mollerete gli occhi dallo schermo.Vedere per credere: dal 30 settembre in sala con 01.Nicolas, come nasce Drive?Per molti anni Universal aveva cercato di farlo: budget di 40 milioni, un action da franchise, con Hugh Jackman. Non se n'è mai fatto nulla, anzi, mi stupisce che Universal ne avesse preso i diritti, perché è un libro molto strano.Poi è arrivato Ryan…Sì, e non c'era ancora la storia dello stuntman: era solo un getaway driver, e non mi interessava molto. Ma sapevo che io e Ryan saremmo potuti arrivare a qualcosa di buono: la storia di un tipo metà uomo e metà macchina. Ho letto il libro e ci ho trovato lo stuntman, così l'ho integrato nella sceneggiatura: ecco Drive.Ma c'era un progetto con Harrison Ford o mi sbaglio?Ci stavo lavorando, ma non andava da nessuna parte: ero così arrabbiato, temevo di diventare uno dei tanti filmaker europei che sbarcano a Hollywood e non succede niente.Gosling sia lodato: se Steve McQueen volle Peter Yates per Bullitt, lui ha voluto te.Direi Lee Marvin che chiama John Boorman per Point Blank. Ho incontrato Ryan a pranzo, ma stavo male e non ho parlato molto. Finché non gli ho chiesto di riportarmi al mio hotel, dall'autoradio veniva I can't fight this feeling: ho iniziato a cantarla, e all'improvviso ho capito che il cuore del film era un uomo che guida ascoltando musica pop.Ma a Hollywood l'autorialità non è a rischio infarto?Sopravvivi a Hollywood diventando all-road. Devi sempre pensare tre passi prima di tutti, ma ho avuto l'appoggio di Ryan al 100%: è lui il motivo principale per cui sono riuscito a fare il film che volevo.Budget?15 milioni di dollari, e non ti concedono tanto tempo perché girare a L.A. è molto costoso. Ma ho sempre creduto in meno soldi, perché ti garantiscono più controllo creativo: qui il budget era un po' più alto, quindi ho dovuto essere un po' più manipolatorio.Trovato la quadratura del cerchio tra arte e soldi?Cerchi sempre di trovare un equilibrio, ma non ne hai la garanzia: Hollywood è un'industria, e sei valutato sui soldi. Raramente si discute se il film sia più o meno buono: non che si vogliano fare film brutti, ma è un'altra prospettiva.Tu che film hai voluto fare?Una fiaba a Los Angeles. La mia più grande ispirazione sono state le fiabe, e che dire di questo driver? E' mitologico, un ciclope.Dopo quella di Pusher, Bronson, Valhalla Rising e Drive: un'altra trilogia?Sono un fetish filmaker, faccio i film che vorrei vedere: tutto parte da lì, e costruisce dei percorsi che si prestano a parallelismi. Ma non ne sono immediatamente consapevole.La violenza è un fil rouge?L'arte è un atto di violenza. E' nel cinema, ma non per distruggere, bensì ispirare: violenza o no, è un'esplosione di emozioni.Tuo padre Anders è il suo montatore, come vi siete lasciati con Lars Von Trier dopo la querelle a distanza per le sue esternazioni antisemite a Cannes?Non ci ho parlato direttamente, l'ha fatto mia madre. E' stato molto infantile, poi ha chiesto scusa, ma non credo sia stato furbo.  E' una powerhouse creativa, ma sta invecchiando.Il tuo prossimo film sarà Only God Forgives, con Gosling.La storia di un tenente che si crede Dio, alla ricerca di una religione in cui credere. Con Kristin Scott Thomas, lo giriamo a Bangkok in febbraio: scrivo, produco e dirigo.Bad Lieutenant di Ferrara?Nessuna parentela, ma l'ho visto molte volte: un capolavoro.E poi il remake di Logan's Run, ancora con Gosling: qual è il vostro segreto?E'strano, quasi mistico, quando ti capita di connetterti così bene con qualcuno. E' successo a Hitchcock con Cary Grant e James Stewart, a Scorsese con De Niro: se trovi il partner giusto, funziona alla grande. E Ryan mi interessa.Come la musica.La musica è fondamentale per me: cerco sempre di trovarla presto, qualche volta addirittura quando scrivo. La musica è una droga.Qualcuno ti definisce il Tarantino europeo: che ne pensi?Non ci penso molto. Rispetto Tarantino, ma facciamo film diversi: ad accomunarci è l'amore per il cinema.A chi, viceversa, ti senti più vicino?Douglas Sirk: ha fatto melodrammi stupendi. Sirk?E  mi piace Sam Peckinpah.

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