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04 Lug 2008
Provaci ancora Will
L'eroe degli incassi diventa super con Hancock. Ma la critica americana stavolta è impietosa
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Straccione, sguardo strafottente e parolaccia pronta. Ecco la star dell'Independence Day. Ecco Will Smith travestito da Hancock, il supereroe alcolizzato scelto da Hollywood per celebrare il 4 luglio, la principale festa nazionale ma anche uno dei cine-appuntamenti (quest'anno con tanto ponte lungo, cadendo di venerdì) più strategici del botteghino USA. La action-comedy fantascientifica di Peter Berg (The Kingdom) – interpretata anche da Charlize Theron e Jason Bateman – è uscita il 2 luglio in quasi 4 mila sale (3.965 per l'esattezza) e ha incassato finora 24,2 milioni di dollari: un ottimo risultato, che conferma le performance dei film con Will Smith e crea un attesa al box office per il week end di almeno 100 milioni di dollari. Contemporaneamente il film sarà in altri 50 territori dai quali è esclusa però l'Italia in cui la Sony lo distribuirà il 12 settembre. Smith – si rileva dai dati dello show biz – non ha un solo film dall'incasso al di sotto dei 135 milioni di dollari dal 2001 e sarà anche una delle stelle del Natale americano con l'uscita (il 12 dicembre) di Seven Pounds del "nostro" Gabriele Muccino.John Hancock, una sorta di extraterrestre invincibile che tuttavia trasuda dei peggiori vizi umani, risente totalmente della simpatia di Will Smith, personaggio in grado di attirare a sè chiunque e con qualunque ruolo.Bestiale nei comportamenti e per questo odiato persino dalle persone che salva dai guai, viene sottoposto a una terapia di "galateo" da parte di un consulente di pubbliche relazioni (Jason Bateman). Questo perché avere poteri soprannaturali non giustifica l'essere un fuori legge ("You are not above the law", lo ammoniscono i correttissimi americani). Il problema è che il malcapitato supereroe ha avuto un passato difficile ed è – quindi – un vero e proprio nevrotico. E a peggiorare la situazione (risolvendola definitivamente) sarà l'incontro con la moglie del suo insegnante di buone maniere: la misteriosa Mary dalle fascinose fattezze di Charlize Theron. La critica americana ha accolto Hancock con una certa freddezza, mettendo in luce come peggior problema della pellicola quello di essere profondamente discontinua: da una prima parte scandita ad alto ritmo ed intelligente ironia a una seconda molto action, troppo tendente al dramma e risolta in un finale non del tutto convincente. Perplessità condivisibili.