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24 Giu 2008
Pesaro, Terramadre
Alla Mostra del Nuovo Cinema la Sicilia di Nello La Marca: "Per ricostruire l'identità collettiva del territorio"
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È l'unico titolo italiano in concorso al Festival di Pesaro, La terramadre di Nello La Marca: storie di ordinaria (e)migrazione, in una Sicilia "tesa tra i poli del degrado storico e della globalizzazione". Dopo il passaggio al Forum della Berlinale, il film ha avuto ieri la sua prima italiana alla Mostra del Nuovo Cinema: girato – con i non professionisti del luogo – a Palma di Montechiaro (uno dei simboli del sottosviluppo meridionale), il film nasce da un'idea del regista e di Sandro Dieli, anche sceneggiatori con Evelina Santangelo. Insieme, hanno sviluppato racconti e testimonianze raccolti sul posto. "Abbiamo cercato storie locali, con la volontà di ricostruire l'identità collettiva del territorio", spiega La Marca, al suo primo lungometraggio. Ambizioni alte, da Gianni Amelio ("ha dimostrato che parlare di una realtà regionale è l'unico modo per raccontare l'universale") a Luchino Visconti: "La terra trema nasceva in una dimensione culturale simile, col rifiuto dei telefoni bianchi e dello studio system hollywoodiano, ed il bisogno di non creare un immaginario ma scoprirlo invece tra la gente". Lì una famiglia di pescatori di Aci Trezza, qui Gaetano ed Alì: un ragazzo siciliano che si rifiuta di seguire il padre emigrato a cercar fortuna in Germania, ed un clandestino scampato al naufragio e approdato fortunosamente sulle coste dell'isola. Due personaggi che neppure si conoscono, ma destinati a specchiare le proprie esistenze l'uno nell'altro. "I migranti che descrivo nel mio film, continua il regista, sono la metafora esistenziale di tutta l'umanità, e dell'impossibilità di orientare il nostro futuro". Meno disorientato del previsto, invece, il futuro del film: che dovrebbe uscire a fine settembre: "Dopo la sbornia veneziana", sottolinea La Marca, che proprio in queste ore sta chiudendo le trattative per la distribuzione.