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04 Giu 2008
Corazones in viaggio
In sala il 20 giugno il road movie di Benedetti e Sordella: "un film meticcio che invita al confronto tra culture"
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Hanno scelto il nome collettivo K. Kosoof (che in arabo significa eclisse), Davide Sordella e Pablo Benedetti, per battezzare il loro sodalizio creativo alla regia di Corazones de Mujer. Il film, presentato all'ultimo Festival di Berlino, uscirà il prossimo 20 giugno in dieci copie, distribuito da Movimento e preceduto da un corto realizzato da Rai Cinema in collaborazione con Telethon."È stata una scommessa, sapevamo da dove cominciare ma non dove saremmo andati a finire", rivelano i due autori, che hanno iniziato a girare Corazones de Mujer sulla scia di un racconto raccolto per caso, in un fumoso locale di Torino. È nato così un road movie dall'Italia al Marocco: dove hanno girato senza alcun permesso ufficiale, perché alcuni temi del film - come l'omosessualità e la verginità femminile - in quel Paese, terra d'origine dei protagonisti, sono tabù. Il risultato, spiega Sordella, è "una pellicola universale, che non parla di un luogo in particolare, ma delle maschere che ciascuno di noi indossa. E della libertà che si conquista quando si rinuncia a portarle".Protagonisti del viaggio sono due attori non professionisti, Aziz Amehri e Ghizlane Waldi, anche ispiratori - almeno in parte - del film. "Metà di ciò che vedete è vero e il resto è un'invenzione dei registi, spiega Waldi, che si sente molto vicina al ruolo: "Zina, la ragazza che interpreto, è parte di me. I suoi problemi sono quelli che sento parlando con le mie amiche, o negli Hammam". Per aumentare la naturalezza, Benedetti e Sordella hanno scelto di girare in parte in arabo e in parte in italiano: "Volevamo un film meticcio, anche per questo abbiamo scelto un titolo in spagnolo", sostengono i K. Kosoof, che hanno inseguito l'incontro tra culture anche portando Corazones de Mujer nel mondo arabo. Il film è stato è selezionata in molti festival mediorientali, dal Dubai ad Alessandria d'Egitto a Beirut: "Naturalmente - e su questo i registi non si illudono - molti non saranno d'accordo con le idee che esprimiamo, ma il nostro film è un invito al confronto, a intraprendere un cammino comune".