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29 Mag 2008
RdC in Terra Santa
La Rivista festeggia i suoi 80 anni in uno scenario d'eccezione. I saluti del Direttore e di Mons. Ravasi
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"Un'occasione per riflettere e per lanciare un messaggio di speranza". Così la Fondazione Ente dello spettacolo (FEdS) presenta il viaggio in Terra Santa che, organizzato insieme a Istituto Luce, Cinecittà e Centro Sperimentale di Cinematografia, si svolgerà da domani, 30 maggio al 6 giugno 2008. "L’idea guida dell’iniziativa – informa l’ufficio stampa di FEdS – è il coinvolgimento di una serie di figure legate al mondo del cinema italiano (registi, attori, giornalisti) in un confronto con una realtà non solo profondamente diversa dal nostro quotidiano, ma anche capace di suggerire spunti di riflessione e prospettive nuove dalle quali guardare anche al significato di una professione che permette di comunicare con un vasto pubblico, ritrovando in essa quella vocazione al dialogo che il cinema ha saputo interpretare nel corso della sua storia". A tal riguardo, "il viaggio sarà anche un’occasione per incontrare figure di grande levatura culturale e morale come quella del custode di Terra Santa, padre Pizzaballa, oltre ad alcuni artisti ebrei e palestinesi, che hanno saputo usare l’arte come strumento di incontro in una realtà fortemente conflittuale".
"80 anni e non sentirli, verrebbe da dire. Invece, con il viaggio in Terra Santa quest'anniversario si fa sentire eccome", afferma Dario E. Viganò, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore di RdC. Che continua: "Era il 1928 quando la Rivista del Cinematografo iniziava le sue prime pubblicazioni. Radici lontane che ci portano oggi a festeggiare quella che è ormai la più longeva rivista del settore. In mezzo le trasformazioni che hanno interessato non solo il cinema ma tutta la cultura e la società italiana, con La Rivista che non si è prestata al semplice ruolo di testimone, ma ha giocato la sua identità nel mediare tra le diverse istanze che hanno incrociato la storia del Paese. La sua bussola, ieri come oggi, è stato il dialogo; l'unica pregiudiziale, il rispetto di tutte le posizioni; l'ispirazione, cristiana. Ecco perché il viaggio in Terra Santa rappresenta l'ideale punto d'arrivo di questa strordinaria esperienza editoriale. Un modo per ritrovare le origini e i luoghi di quell'ispirazione, e fare esperienza di quel laboratorio del dialogo per eccellenza, Gerusalemme, in cui cristiani, ebrei e musulmani convivono in un piccolo fazzoletto di terra provando ogni giorno la difficoltà del confronto e della pace. Un'esperienza che noi tutti contiamo di riportare a casa. Il viaggio sarà caratterizzato da incontri con gli artisti della comunità locale. Ascoltare dal vivo le loro storie, la fatica quotidiana a vivere e lavorare per l’unità, per la fratellanza, per la pacifica convivenza, permetterà a noi che riceviamo dai media spesso unicamente notizie negative e drammatiche, di vivere un segnale concreto di speranza che stimolerà a sostenere e incoraggiare in vari modi questo loro sforzo".
Agli artisti e giornalisti in partenza per la Terra Santa è giunto un messaggio di mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura: "Vi scrivo, mentre siete in partenza” per un “luogo benedetto e, insieme, teatro di immani violenze e disumanità, in cui spesso il rumore assordante delle macchine belliche ha coperto i canti e le preghiere, mentre il fumo che si innalza va verso il cielo: purtroppo, non era quello dell’incenso ma degli ordigni esplosi e delle case distrutte”. Questo viaggio, aggiunge mons. Ravasi, "sarà anche un'esperienza di spiritualità, di interiorità, di speranza, soprattutto attraverso la lettura delle Sacre Scritture. I vostri occhi, testimoni quotidiani della grandezza e della meschinità del mondo – conclude Ravasi – faranno palpitare il cuore di ciascuno e sbocciare le domande alte che abitano l’intimo di ogni persona".