Con la RdC in Terra Santa ci sarà anche
Fabrizio Bucci. Attore tra i più giovani e promettenti del cinema italiano, Fabrizio è stato due anni fa nel cast de L'inchiesta di
Giulio Base, remake dell'omonimo film di
Damiano Damiani. E' la storia di Tito Valerio Tauro (
Daniele Liotti), valoroso tribuno romano che viene incaricato da Tiberio di indagare sulla presunta resurrezione di Cristo. Pur ambientato in Palestina, le riprese del film sono state effettuate in Tunisia e in Bulgaria.
Come mai non si è deciso di girare in Terra Santa?
Si è scelto di girare il film in luoghi diversi da quelli storici a causa delle gravi problematiche politiche, religiose e sociali che ormai da anni sono responsabili delle continue stragi in Terra Santa. La possibilità di interpretare Gesù proprio là dove ha vissuto e dove si svolsero le vicende, avrebbe dato senz'altro all’esperienza un valore aggiunto, ma la situazione del territorio era un rischio evidente per la lavorazione e la riuscita del film, non potendo garantire ad esempio la possibilità di libero accesso a certi luoghi o l’agilità negli spostamenti da un luogo all’altro. Ci si è orientati su paesaggi e locations che fossero visivamente molto vicini a quelli di riferimento, e in questa prospettiva soprattutto la Tunisia offre scenari molto validi. Inoltre sia Tunisia che Bulgaria contano su strutture e circuiti di produzione cinematografica ben organizzati, e già da tempo collaborano nella realizzazione di progetti italiani e internazionali.
Che effetto fa recarsi adesso nei veri luoghi della storia?
Una mèta come questa ha un forte impatto emotivo, c'è la curiosità e il piacere di vedere per la prima volta luoghi che hanno una memoria universale e sacra. Ma prima di un viaggio importante preferisco sempre mantenere una sorta di distacco fino all'arrivo. Mi piace avere la possibilità di non filtrare niente in anticipo, non avere aspettative: è un modo per accogliere con la giusta intensità l’esperienza che mi aspetta, per essere ricettivo e incontaminato nei confronti di quello che incontrerò...ecco, un pò alla Chatwin!
Quale fra i film dedicati alla figura di Cristo preferisci?
Il mio film preferito è
Il Vangelo secondo Matteo di
Pasolini. È una visione di Gesù altamente raffinata; un film scritto e girato col fervido intento comunicativo proprio del linguaggio cinematografico e raccontato attraverso la purezza e il disincanto del poeta.
La Terra Santa è stato teatro di un evento fondamentale nella storia dell'umanità: Cristo e il suo messaggio d'amore. Lì sono nate le tre religioni monoteiste. Oggi viene citata soprattutto per i fatti di sangue legati al conflitto israelo-palestinese. Qual è il tuo rapporto con queste vicende così differenti, eppure così scandalosamente intrecciate?
Idealmente penso che il messaggio d’amore di duemila anni fa sia ancora fecondo e potente al punto da poter far nascere una soluzione mettendo fine alle ostilità. Il messaggio di Cristo era rivoluzionario e spaventava per il significato inaudito che offriva all’umanità intera. È indispensabile crederci per dare vita a un progetto di pace. Oggi invece quel significato sembra perduto chissà dove, non suscita quello stupore autentico e originale, e nella realtà dei fatti a spaventare è la guerra con le sue vittime. Il conflitto israelo-palestinese è così sordo e al tempo stesso così delicato, che necessita forse di ancor più solidarietà perché ci si possa avvicinare alla pace e a una stabilità permanenti.
Cosa possiamo trovare ancora oggi in Terra Santa?
Mi auguro che si possa trovare ancora uno spiraglio di luce, più spiragli di luce che possano far sperare e credere. La speranza è un valore che ha bisogno di tempo per misurare la sua forza. Ed è un valore assoluto, profondamente umano e ineluttabile come la morte. Per questo è forse l’unica che può opporsi e contrastare la snaturata disumanità delle morti inutili che si protraggono in Terra Santa.
La Rivista del Cinematografo festeggia in Terra Santa gli 80 anni. E' la più antica rivista di cinema in Europa. Vuoi lasciare un messaggio d'auguri?
Che possa consolidare questa esclusiva longevità confermando il suo valore critico e la testimonianza che rappresenta nel panorama del settore, e custodendo sempre con vigore il suo marchio distintivo nel segno del cinema italiano.