Cronaca di una sabato pomeriggio sulla Croisette, quando tra un film e l'altro, la passerella di
Woody Allen e il cocktail blidato per
Indiana Jones,
Nanni Moretti ha dato i primi cenni della prossima edizione del Torino Film Festival (dal 21 al 29 novembre), la seconda da lui diretta. "Stavolta conosco meglio le difficoltà, la logistica, l'organizzazione, ma lavorerò almeno - sottolinea - come l'anno scorso". E dopo la prima edizione, con presenze record e folla ad ogni proiezione, la prima cosa sulla quale intervenire saranno le sale: "Ne avremo una in più, con due schermi. Mi avevano detto che i tre cinema sarebbero stati sufficienti, ma visti i risultati dell'anno scorso...". E la selezione, a che punto è? "Siamo ancora all'inizio, lavoreremo soprattutto in estate, ma alcune cose le abbiamo già decise. Le retrospettive per esempio, che saranno per
Polanski e
Melville, e poi vediamo se ce ne sarà una terza". Tornano anche gli incontri con gli autori, condotti dallo stesso Moretti, uno dei punti di forza della scorsa edizione: "Ci saranno altri cinque autori omogenei come quelli del 2007, non tanto per quello che fanno oggi, ma per quello che hanno fatto 40 anni fa. Ma non posso anticiparvi i nomi...perchè non glielo ho ancora chiesto". Come evitare una domanda sulla presenza italiana a Cannes? "Non ho ancora visto i film di
Sorrentino e
Garrone, registi che conosco bene. Sorrentino l'ho anche invitato nel
Caimano, ma lo facevo uccidere subito...sono molto, ma molto in attesa dei loro film, come di quelli di
Giordana e
Munzi. Sulla carta mi sembra una delle selezioni italiane migliori degli ultimi anni. E - anche se non ne faccio una questione di età - mi fa piacere che siano due giovani, con alle spalle però già 4 o 5 film". E nel futuro del direttore c'è anche il ritorno alla regia? "Spero proprio che ci sia un film, anzi spero più di uno. Ma sono ancora in fase di scrittura, non ho idea di quando potrò realizzarlo".