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  a cura di Cinematografo.it
 
 
12 Mag 2008

Quo vadis, Sky?

 

Da giovedì sul satellite lo spin-off da Salvatores: "Abbiamo osato, anche a rischio di sbagliare", dice il regista Guido Chiesa

 

“Godard lo dice da anni, che cinema e televisione sono la stessa cosa”, ricorda Gabriele Salvatores: il suo film Quo vadis, baby? è stato lo spunto dell’omonimo serial televisivo in sei puntate, prodotto da Sky Cinema (con Mediaset e Colorado) e firmato da Guido Chiesa con la direzione artistica dello stesso Salvatores. Protagonista, l’investigatrice privata bolognese Giorgia Cantini, di nuovo interpretata dall’Angela Baraldi dell’originale: anima rock (tutte le settimane si esibisce nel locale dell’amico Bebo Storti), passione per la boxe e un’incolmabile sfiducia nell’altro sesso. Nel primo episodio, Il Fattore umano (in onda il prossimo 15 maggio) è ingaggiata da Claudia Pandolfi per ritrovare il suo amante appena uscito di prigione: ma come in ogni noir che si rispetti, l’apparenza inganna! “I personaggi e i temi trattati non sono abituali per la tv italiana”, continua Salvatores spiegando come “lo sguardo cinematografico di Sky inaugura nuove prospettive. La serialità permette di approfondire i personaggi, crea link che aprono il racconto, favorisce la nascita di uno star-system. È un linguaggio che stiamo cercando di imparare, che non è più cinema ma neppure la televisione che siamo abituati a vedere”. Ma il vero autore di Quo vadis, baby? – La serie è Guido Chiesa, per la prima volta alle prese con un progetto scritto da altri: “È stata una sfida, Sky mi ha chiesto di osare, anche a costo di sbagliare”. I mezzi non erano da kolossal, ma l’importante è capire che “non si può fare Iron Man col budget di Lavorare con lentezza: abbiamo girato in alta definizione, rinunciato a luci, dolly, carrelli, tolto gli orpelli estetizzanti. E valorizzato gli attori lavorando sulla verità dei personaggi e delle situazioni”. Non su quella dei luoghi: il Mali (dove ha perso la vita la sorella della detective, un evento che continua a ossessionarla) “è stato ricostruito alla Magliana, l’Afghanistan sulla Prenestina, e molte location le abbiamo trovate nei dintorni di Roma: ma in fondo è un’antica tradizione del nostro cinema”. Intanto Sky (che quest’anno ha portato a un passo dall’Oscar Il Supplente di Andrea Jublin) annuncia nuovi progetti di fiction d’autore. Non soltanto spin-off come la versione a puntate di Romanzo criminale (affidata a Stefano Sollima, con la supervisione di Michele Placido), ma anche – rivela il direttore di Sky Cinema Nils Hartmann – “Moana di Marco Ponti, L’ombra di Satana che sarà diretto da Alex Infascelli. E poi stiamo sviluppando con Magnolia Fiction un progetto tratto dal libro I fantasmi di Portopalo di Giovanni Maria Bellu: lo stanno scrivendo Enzo Monteleone e Domenico Starnone, ispirandosi al cinema civile di Rosi e Petri”. Il piccolo schermo è sempre più grande.
 

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