Europa in Mosaico a Ravenna. Dal 14 al 19 aprile, la città romagnola sarà vetrina della produzione cinematografica continentale con la seconda edizione di Mosaico d'Europa Film Fest, organizzato dall'Ufficio Cinema del Comune di Ravenna, in collaborazione con la Provincia, la FICE (Federazione Italiana Cinema d'Essai) e la CICAE. Linea guida "la creazione di un’Europa aperta - dice Alberto Achilli, responsabile dell’Ufficio Cinema del comune - dove i film possano circolare liberamente", il MEFF in sinergia con la FICE promuove i giovani autori europei che non trovano spazio nella normale programmazione in sala, omaggiando altresì i maestri del passato, con retrospettive ed eventi. Quest’anno, l'ospite d'onore sarà
Jiri Menzel, appartenente alla nova vlna della ex Cecoslovacchia, attore, sceneggiatore e regista di
Treni strettamente sorvegliati, Oscar nel 1967 come miglior film in lingua straniera, e
Allodole sul filo, Orso d’Oro nel 1990: a Ravenna il 17 aprile porterà la sua ultima fatica, Ho servito il re d’Inghilterra. In retrospettiva, "Il cinema di
Pier Paolo Pasolini”, seconda parte della filmografia completa del regista, film e documentari commentati da critici e studiosi, e l'omaggio ad
Alice Guy, con una serata evento per ricordare la prima regista donna della storia del cinema, 800 film all’attivo tra la natia Francia e gli Stati Uniti, ma troppo spesso ignorata dalla storiografia ufficiale: pioniera e sperimentatrice, suo è il primo lungometraggio di finzione, La fée aux Chou del 1896. In apertura di festival, con la presidenza onoraria di
Pupi Avati, l’evento "Il cinema indipendente fa il suo giro", con proiezione in digitale di spezzoni di film distribuiti nel network Digima, tra cui
Il vento fa il suo giro di
Giorgio Diritti, vincitore della scorsa edizione del MEFF e candidato a 5 David di Donatello, tra cui miglior film e regista esordiente, e
7/8 - Sette Ottavi di
Stefano Landini, unico film italiano realizzato e proiettato in 2K. Evento centrale, il Concorso europeo per lungometraggi, riservato a titoli già premiati ai festival internazionali e senza distribuzione in Italia. A valutarli la giuria composta dalla documentarista Nana A. Rebhan, il produttore Jean Jacques Varret, il critico Roberto Nepoti, il montatore Roberto Missiroli e il direttore del Bergamo Film Meeting Angelo Signorelli, in competizione i due candidati agli Oscar Klopka - The Trap del serbo Srdan Gulubovic e
Man's Job del finlandese
Aleksi Salmenpera; il francese
Lady Chatterley di
Pascale Ferran, intensa trasposizione filmica al femminile del romanzo di
D.H.Lawrence; lo spagnolo Azul Oscuro Casi Negro di
Daniel Sànchez Arévalo;
This Is England di
Shane Meadows (vincitore a Roma 2006); Import-Export di
Ulrich Seidl; i turchi
Takva di
Özer Kiziltan (prodotto da
Fatih Akin) e
Yumurta di
Semih Kaplanoglu;
The Bubble di
Eytan Fox (Premio CICAE Berlino 2007) e l’italiano
Una ballata bianca di
Stefano Odoardi, su uno struggente addio alla vita che diventa un nuovo inizio. "Ravenna si candida a capitale della cultura per il 2019, anche grazie al MEFF che - dice l'assessore Alberto Cassani - testimonia quanto necessario sia l’apporto degli enti locali pewr la politica culturale: gli investimenti nazionali sono assolutamente insufficienti".