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News

  a cura di Cinematografo.it
 
 
08 Apr 2008

Buona La seconda

 

"Un'opera alla Donna che visse due volte" scherza Siani. Con la Canalis in una romantic comedy alla napoletana

 

A due anni da Ti lascio perché ti amo troppo, nuova prova da protagonista per Alessandro Siani: il comico napoletano, che con quel film sbancò i botteghini campani e si guadagnò il contratto per i cinepanettoni della Filmauro, torna con La seconda volta non si scorda mai, diretto (come il precedente) da Francesco Raniero Martinotti. L’ha prodotto, insieme a Mauro Berardi, Mikado, che lo distribuisce in grande stile l'11 aprile: duecento le copie, per un titolo che - spiega l'ad Alessandro Usai - "conta sull'interesse crescente degli esercenti di tutt'Italia, segno che il film non è destinato soltanto al mercato locale". Ambientata sotto il Vesuvio, con una breve trasferta aretina, la commedia sentimentale fa innamorare reciprocamente l'agente immobiliare Siani e l'avvocatessa-madre Elisabetta Canalis, già impegnata con il blasonato collega Enzo De Caro. Niente di pretenzioso, insomma, e l'attore (pure sceneggiatore, e con qualche responsabilità nel montaggio) ci scherza su: "Volevo un'opera che ricordasse La donna che visse due volte e Quarto Potere, e per il personaggio femminile cercavo una sorta di Pupella Maggio: Elisabetta, che avevo conosciuto sul set di Natale a New York, ha imparato due parole di napoletano, ogni tanto la chiamavo Eduardo!". E proprio De Filippo è uno dei modelli della sua comicità, insieme a Totò, Benigni e naturalmente Massimo Troisi: "La lezione dell'umanità senza la volgarità: come loro, io non dico parolacce per far ridere. Quelle me le dice Aurelio De Laurentiis sul set, proprio perché mi rifiuto!". Costato 2mln di euro, il film è scritto con Francesco Albanese (che lavora con Siani da quindici anni, e qui interpreta un amico del protagonista) e Martinotti, che parla di "un lavoro di squadra, come nel nostro cinema d’una volta: ho cercato di portare sullo schermo la loro visione di Napoli, e di valorizzare la recitazione: più misurata, rispetto al primo film, e anche molto intensa". Per Siani, che a differenza di tanti colleghi ha scelto di rinunciare all’onere della regia, "il confronto con Francesco, che è un vero intellettuale europeo, sempre in giro per festival, è stato fondamentale". Come quello con la Canalis, nel mirino della battuta più (simpaticamente) perfida detta in conferenza stampa: "In ogni donna si nasconde un'attrice: e in Elisabetta si nasconde benissimo".
 

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