SCHEDA ARTISTA

Gianni Amelio

Gianni Amelio

Nasce a SAN PIETRO MAGISANO (Catanzaro) ITALIA il 20-01-1945

BIOGRAFIA

Regista. Nel 1945, poco dopo la sua nascita, suo padre lascia la famiglia per trasferirsi in Argentina in cerca del proprio padre che non ha dato più notizie di sé. Gianni cresce con la nonna materna che insiste per farlo studiare fino alla Laurea in Filosofia ottenuta all'Università di Messina. Nel suo mondo poetico centrale è la figura del Padre, con il quale nei suoi film i rapporti sono sempre conflittuali, oppure è assente o lontano mentre le figure di donna sono opache e sfumate. Si forma negli anni '60 lavorando come operatore e poi come aiuto regista in numerose produzioni. L'esordio alla regia è nel 1970 con un film sperimentale "La Fine del Gioco" per la RAI. Nel 1973 realizza "La Città del Sole" sulla vita e l'opera di Tommaso Campanella, ottenendo il gran premio al Festival di Thonon. Nel 1978 con il giallo "La morte al lavoro" ottiene il premio FIPRESCI al Festival di Locarno, il premio speciale della giuria e quello della critica al Festival di Hyères. Con "Colpire al Cuore", presentato a Venezia nel 1982, realizza uno dei più interessanti film italiani degli anni Ottanta. Benché si parli di terrorismo, il tema del film è il difficile rapporto tra padre e figlio, tra giovane e adulto. Dal 1989 in poi inizia per Amelio il periodo più interessante. Nel 1992 con "Il Ladro di Bambini", che è anche il suo maggior successo, ottiene un premio speciale al Festival di Cannes. Di ambizione maggiore sono i successivi "Lamerica" (1994) - premiato come miglior film 1994 dall'EFA, con il Nastro d'argento 1995 per la regia e la fotografia e 3 David di Donatello (musica, fotografia e presa diretta) - e "Così Ridevano" che nel 1998 a Venezia ottiene il Leone d'oro e l'Osella per la sceneggiatura, ma entrambi con scarso successo di pubblico. Nel 2004, ispirandosi liberamente al libro di Giuseppe Pontiggia "Nati due volte", Amelio torna ad affrontare il suo tema prediletto, quello della paternità, questa volta però di un figlio disabile. Presentato alla Mostra di Venezia vince il Premio Sergio Trasatti- La Navicella assegnato dalla Rivista del Cinematografo "perché affronta con serrata capacità di sguardo l'esperienza di una relazione con i disabili che mette a nudo le paure e le inadeguatezze di chi più facilmente elude il problema." Il SNGC (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici) assegna il Premio Pasinetti al protagonista Kim Rossi Stuart. Il film vince anche il Nastro d'argento 2005 per la regia, la fotografia e la migliore presa diretta (Alessandro Zanon, cui va anche il David di Donatello 2005). Nel 2006 sulla suggestione del romanzo "La dismissione" di Ermanno Rea, Amelio presenta un ritratto inedito della Cina in "La stella che non c'è" che viene presentato a Venezia dove il SNGC attribuisce il Premio Pasinetti al protagonista Sergio Castellitto. Nel 2008 .mentre sta organizzando le riprese in Algeria di "Il primo uomo", ispirato al romanzo di Albert Camus, accetta di succedere per quattro anni a Nanni Moretti nella direzione del Torino Film Festival. Attività che è totalmente nelle corde di un cineasta cinefilo e studioso di cinema come lui che, tra l'altro, nel 2004 ha pubblicato per Einaudi "Il vizio del cinema", in cui ha condensato la sua sconfinata conoscenza del cinema di tutti i tempi.

[2011]Il primo uomo
[2006]La stella che non c'è
[2004]Le chiavi di casa
[1998]Così ridevano
[1994]Lamerica
[1992]Il ladro di bambini
[1989]Porte aperte
[1988]I ragazzi di Via Panisperna
[1982]Colpire al cuore
[1976]Bertolucci secondo il cinema
[1973]La città del sole

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