SCHEDA ARTISTA

Gianni Amelio

Gianni Amelio

Nasce a SAN PIETRO MAGISANO, Catanzaro (Italia) il 20-01-1945

BIOGRAFIA

Regista e sceneggiatore. Assistente di Vittorio De Seta, ha esordito come regista negli anni 70 con alcuni film per la televisione ("La fine del gioco", "La città del sole", "La morte al lavoro", "Il piccolo Archimede"). Al cinema debutta con "Colpire al cuore" (1982), che segna la sua prima partecipazione in concorso alla Mostra di Venezia. I film successivi, "I ragazzi di via Panisperna" (1988), "Porte aperte" (1990), "Il ladro di bambini" (1992), mettono in luce una particolare attenzione alla Storia, ai temi del lavoro, e al rapporto tra le generazioni, che sarà quasi una costante nella sua attività a venire. Nel 1994 dirige "Lamerica", interamente ambientato nell'Albania post-comunista, in cui conferma uno stile di forte impatto realistico, ma aperto a una visione epica, con influenze sapientemente assorbite dal cinema italiano classico. Con il successivo "Così ridevano" (1998) intreccia esperienza pubblica e memoria personale rappresentando l'emigrazione interna dal sud al nord dell'Italia negli anni 50. Il film vince il Leone d'oro alla Mostra di Venezia dello stesso anno. Nel 2004 Amelio dirige "Le chiavi di casa", storia del rapporto tra un giovane padre e un figlio disabile, girato interamente a Berlino. In seguito realizza "La stella che non c'è" (2006), storia di un operaio italiano che va da Shanghai in Mongolia cercando un pezzo della "sua" fabbrica comprata dai cinesi. Nel 2010 Amelio affronta in Algeria la memoria dell'infanzia di Albert Camus, come il grande scrittore l'aveva narrata nel suo libro incompiuto "Il primo uomo". Il film vince il premio dei critici al Festival di Toronto. Del 2013 è "L'intrepido", ancora in concorso a Venezia, e del 2017 "La tenerezza". Amelio ha diretto per quattro anni il Torino Film Festival, e scritto libri come "Il vizio del cinema", "Un film che si chiama desiderio", "L'ora di regia". Ha esordito nella narrativa nel 2016 con il romanzo "Politeama". È l'unico regista italiano vincitore per tre volte del premio EFA, altrimenti detto Felix. Attualmente insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

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